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La Gilda di Dark and Light

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L' ALBA DEL C.L.A.N.
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CaTaComB

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MessaggioInviato: Sab Gen 10, 2004 6:01 pm    Oggetto:  L' ALBA DEL C.L.A.N.
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CaTaComb


Era il mese di luglio, l'afa abbracciava in una morsa le fertili terre di Azeroth, e le cicale echeggiavano in ogni anfratto della campagna circostante.

Si erano dati appuntamento li, in una delle tante taverne di Stormwind, come sempre affollate dai viandanti + diversi.
La porta scricchiolò e apparve ciò che sembrava un uomo, da sotto il cappuccio apparivano strani solchi sul viso e simboli runici tatuati sul dorso delle mani che lo distinguevano come mago.
Lo sguardo austero, le vene delle tempie ben visibili ed un ghigno perverso non abbandonava mai quell'oscura figura ammantata di una grigia palandrana, logorata dai molti viaggi.
Avanzando tra la gente, scorse visi di elfi della notte, come sempre ieratici, le risa grasse dei nani ed il cozzare delle armature dei molti guerrieri umani, sparsi per il locale maleodorante.
L'acre odore della birra di Azeroth, unito al pungente puzzo di sudore creava un fastidioso fetore che facilmente era riscontrabile in ogni bettola di Stormwind.

Con passi leggeri e regolari, l'oscuro pellegrino attraversò il marasma di gente disseminata per il locale, chi buttato pesantemente sui logori tavoli, chi direttamente steso a terra.
Un tavolo in particolare attirava l'interesse del pellegrino, quel tavolo si trovava dalla parte opposta del locale, un angolo + silenzioso, leggermente in penombra. Li si potevano scorgere un gruppo formato da elfi ed umani stranamente insieme.

Nell'attraversare il locale erano particolari i movimenti dell'oscuro pellegrino, ogni gesto era elegante, perfetto nel suo equilibrio.. quasi studiato. Dall'ondeggiare della grigia palandrana, facevano capolino parti della veste e del mantello sottostante, entrambe di un rosso sangue con bordature d'oro zecchino. Alcuni simboli a tratti risplendevano di un alone violaceo che aveva colto di sorpresa + di un astante.

Arrivato al tavolo si fermò, ritto nella sua notevole altezza, dall'oscurità del cappucciò studiò gli astanti, erano 6 combattenti, sicuramente reduci di molte avventure, spesso segnati da cicatrici. La maggior parte erano bardati in una spessa armatura, chi argentea con effigi cavalleresche, chi scura e logora, alcuni con simboli di scheletri intrecciati. Qualcuno portava un arco a tracolla, un altro aveva un bastone druidico a portata di mano, ma un simbolo era riscontrabile in tutti, un aquila d'oro su fondo rosso.

L'oscuro pellegrino, digrignò i denti in un sorriso bieco, abbassò il cappuccio e pronunciò una semplice frase unendosi alla tavolata:

"Nuovamente insieme, Senatori"
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MessaggioInviato: Sab Gen 10, 2004 6:01 pm    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Sab Gen 10, 2004 6:03 pm    Oggetto:  
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MYSIA



Mysia alzò il capo con un'onda dei capelli d'argento, gli occhi le divennero due fessure:
- Non so dove sia stato Catacomb, ma da come sei conciato non hai dormito tra due lenzuola da un pezzo... mi rendo conto che noi non dobbiamo sembrare meglio.. - sospirò - Dei, come vorrei una luna di riposo, di birra e di piatti succulenti!.. mi si cominciano a contare le costole.... - dette una rassettata al corpetto di cuoio unto e graffiato - comunque la situazione non è allegra, era ora che tornassi: Shiver e Devil mi tocca tenerli per il bavero che correrebbero a farsi ammazzare in capo al mondo, Dedalus tenta di convertirci a ideali di giustizia e non so cosa, Hannibal ci fa i sofismi di lessico, Aigor che sembrava il più sano si è chiuso in un tetro silenzio e io... ho le occhiaie a forza di scrutare l'orizzonte di giorno e di notte. Dovunque giriamo troviamo mostri, cadaveri e banditi, le nostre belle terre non sono più quelle d'una volta, perfino gli animali sono impazziti... a volte vorrei piangere... ma mi consolo con un boccale di birra.... -
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MessaggioInviato: Sab Gen 10, 2004 6:04 pm    Oggetto:  
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AIGOR



...era seduto al tavolo, la gente nella taverna era stranamente allegra forse perche per alcuni giorni il "MALE" non si era ancora presentato nei villaggi o forse aveva dato un tregua...intorno a lui gente di ogni tipo nani, elfi della notte,umani..era bello vedere tutte queste razze insieme ed era questo che faceva pensare ad Aigor di continuare quello che era stato interrotto..la lotta contro l'orda...si alzo poggiandosi sul suo bastone druidico fatto da antichi sciamani del vecchio villaggio da cui era venuto...si avvicino' al bancone e ordino un'ottimo boccale di birra..fu a quel punto che il suo sguardo si fermo sull'entrata della taverna...un sussulto gli attraversò il corpo..si fermò e segui un oscura figura entrare e dirigersi verso di lui...a quel punto la gola gli si secco' e quel boccale di birra era un prezioso toccasana lo bevve quasi tutto d'un fiato...e mentre beveva seguiva con lo sguardo questa figura e penso tra sè.."ma lo conosco o sento di conoscerlo"...finito il boccale si giro'..e torno' al suo tavolo dove gli altri suoi compagni..si erano anche loro bloccati all'entrata di questa figura che ormai era a pochi passi dal tavolo..la gente in taverna continuava a fare chiasso e a bere..ma i nostri amici erano quasi bloccati..l'oscura figura era ormai al tavolo..quando la sua mano si tolse il cappuccio e improvvisamente videro quello che aspettavano da tempo..."Cata" pronuncio' Aigor..."questo significa che e' tempo di continuare la nostra battaglia"......Aigor si alzò fece sedere Cata in mezzo a loro e......
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MessaggioInviato: Sab Gen 10, 2004 6:06 pm    Oggetto:  
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SHIVER



Shiver era seduto ad un tavolo insieme ad altre cinque figure; stava lucidando MaeGurth (Morte Tagliente in Sindar, n.d.Shiver), la lama della sua spada runica quando la misteriosa figura entrò nell'affollata taverna.
Da principio non prestò molta attenzione al viandante incappucciato e continuò a lustrare la lunga spada decorata da magiche e potenti rune... i simboli runici risplendevano di una fioca e misteriosa luce nell'aria viziata del locale, liberati dal sottile strato di sangue coaugulato.
La pesante armatura del guerriero era ammaccata in vari punti... nei suoi lunghi viaggi aveva sostenuto centinaia di scontri con le creature piu orride e abominevoli che la venuta del flagello aveva portato su azeroth.
Un mantello rosso come il fuoco, messo in risalto dall'armatura argentea, era la prima cosa che saltava all'occhio se si posava lo sguardo sul tenebroso combattente.
Egli sembrava trasmettere a chi gli stava vicino una grande malinconia... memorie di un passato da glorioso campione della luce caduto in rovina tormentavano il giovane guerriero nei suoi sogni come di giorno.
Quando si rese conto che l'ultimo, misterioso arrivato nella locanda si dirigeva verso il tavolo dove era seduto, Shiver concentro le sue attenzioni sul lugubre pellegrino, pur continuando a ripulire MaeGurth.
I suoi occhi freddi come il ghiaccio che avevano sostenuto lo sguardo raggelante delle creature piu orribili e pericolose di azeroth, adesso era posato su quella figura incappucciata che si faceva strada nella babele di lingue e culture che era la locanda in quel momento, verso il loro tavolo.
Finalmente capì di chi si trattava e accennando un fiebile sorriso, rinfoderò la spada lustrata.
"nuovamente insieme, senatori", disse sorridendo il viandante, una volta scoperto il suo volto.
Mysia, una cacciatrice elfo della notte, salutò per prima Catacomb, Aigor il druido fece posto all'amico ritrovato.
Shiver si voltò verso il bancone e gridò: "avanti Gutwalda alza quel rugoso fondoschiena e porta qui sette birre! offre questo mio amico appena arrivato!"
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MessaggioInviato: Sab Gen 10, 2004 6:07 pm    Oggetto:  
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DEVILBIZ


Un'uomo correva senza fermarsi per la strada verso le rovine di Quel Thalas. Dietro a lui si muoveva qualcosa di orribile ed enorme. "Che situazione di..." per risparmiare il fiato, l'uomo smise di insultare il mondo e se stesso....
Due giorni fa Devilbiz ( cosi si chiamava quell'uomo ) decise di trovare i componenti necessari per creare un'armatura indistruttibile. Aveva un sogno, un sogno quasi impossibile, arrivare a Northred e trovare l'antico artefatto dei Nerubiani, un'amuleto che rendeva il suo possesore mille volte più forte di un drago. Ma egli sapeva anche che finora nessuno è tornato vivo da quel posto distrutto dal flagello e coperto dalla nebbia magica. Tanti avventurieri hanno sfidato la sorte, ma nessuno ci riusci... Proprio 2 giorni fa DevilBiz ha avuto un sogno, una voce malvagia lo chiamava " Vieni a Nord... Troverai il potere e la fama che cerchi da anni". Convinto di potercela fare, DevilBiz andò dal suo amico e maestro Shiver. Purtroppo non aveva il suo stesso entusiasmo, doveva occuparsi di numerosi affari, dell'invasione dell'ordai, delle tasse troppo alte, del reclutamento, routine di tutti i giorni... Cosi Devil andò nella taverna per cercare possibili compagni d'avventura. Purtroppo anche questa volta senza riuscirci. La gente aveva troppa paura di quel posto maledetto e il viaggio sarebbe stato molto costoso. Maledendo il mondo intero Devil si era recato da Pyros, un mago che riusci a distruggere un vilaggio intero mentre preparava la minesta. Ma anche lui era impegnato nella creazione di un'incatesimo potentissimo che distruggera una volta per tutti gli orchi.... "Se vuoi fare una cosa per bene, falla da solo" disse Devil e andò a comprare la roba nuova per un lungo viaggio. I nani come al solito lo incotrarono con una bella birra.....
Dopo 4 ore di una bevuta innarestabile, Devil cade a terra. Un'altra visione era apparsa davanti a lui. Una bella ninfa dei boschi gli disse " Se vuoi arrivare a Northred vivo, devi cercare i componenti per un'armatura superiore. Cerca nelle terre di Quel Thalas il ksat".....
Devil si sveglio nudo per terra, c'erano dei bambini che ridevano su di lui e le donne che coprivano la faccia perche erano tutte rosse dalla vergogna. "Nulla mi fermerà, presto il mondo saprà di me" pronunciò Devil. Passando per la sede del clan, egli prese la sua spada e il mantello del color sangue con oro. Il simbolo della potenza e superiorità in Azeroth.....
Alla fine la spada è stata spezzata durante il combattimento contro un golem, armatura fatta a pezzi da uno ghoul, non è rimasto nulla, solo il mantello. Ovviamente la situazione non era molto piacevole, solo, circondato dai numerosi non-morti Devil malediva di nuovo il mondo e sua passione per la birra. Per fortuna grazie ad una breve storiella con mysia, Devil imparò la capacità di nascondersi nell'ombra e solo grazie a questo egli era ancora vivo. Tra qualche ora il nemico più terribile, ossia la fame colpi' povero Devil! Ma in queste terre non c'era manco un cervo, tutto era mangiato dai non-morti. Perdendo il controllo Devil perse il controllo di se stesso e l'invisibilità svani. Dietro di lui c'era un'abomino orrendo, una bestia che pesava almeno quanto un'ogre adulto, puzzolente ed affamata. Nel suo unico occhio ( nell'altro si vedeva la freccia elfica ) brillo' il mantello di Devil, scatenato come un torro abominio decise di mangiarlo. Scordando dalla paura addirittura il nome della sua madre Devil si mise a correre più veloce che può....
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MessaggioInviato: Sab Gen 10, 2004 6:08 pm    Oggetto:  
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RAZIDE



... intanto nella taverna...
Gutwalda, traballante e con un vassoio pieno di birre, stava quasi per arrivare al tavolo quando una figura gli si posò davanti.
Un nano dall'aspetto fiero vestito con una corazza lucente anche se ammaccata e un mantello blu che la copriva butto a terra il vassoio e con voce profonda e viso truce disse: "Non vorrai mica servire questa birra anacquata a codesti signori, he he he"
"Permettemi o illustri viandanti ma questo giro lo offro io... bevete questa e allora si che gli animi si alzeranno."

Con una grassa risata posò al centro un barilotto con una strana etichetta e disse: "Toglietemi tutto ma non la mia birraaaa"
"Oh scusate la mia irruenza e maleducazione non mi sono presentato... sono Razide Strongarm e vengo dalle montagne del nord"

I valorosi lo guardarono stupiti e incuriositi, cosa mai poteva volere un nano da loro?...
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MessaggioInviato: Sab Gen 10, 2004 6:09 pm    Oggetto:  
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XANTES


Ps:spero che mi sia venuta benino non sono bravo a raccontare storie

Quella sera era particolarmente fredda alla locanda come piaceva a lui stava li seduto senza pensar a niente ma dopo un po notò qualcosa che attiro la sua attenzione un pellegrino con un abito scuro insieme ad un capuccio.D'improvviso noto che l'oscuro pellegrino si tolse il capuccio e senti queste parole esatte ''Benvenuti senatori'' incuriosito allora chiamò la sua cameriera di fiducia Gatuwalda e le chiese chi fossero quegli individui.Lei gli rispose chissa come mai a non li conoscerva, subito dopo disse che loro erano il C.L.A.N coloro che lottano in tutto e per tutto per riportare la luce in questo mondo .
Poi aggiunse che quell'oscuro pellegrino che aveva visto poco prima era il console Catacomb colui che guidava il C.L.A.N insieme agli 8 senatori.l'individuo pallido ringrazio Gutwalda e le diede anche la mancia per quell'informazione,dopo si avvicino cauto al tavolo del console e comincio a parlagli gli disse che voleva aiutare la loro causa perche la tragedia degli orchi doveva finire infatti gli raccontò quando suo padre fu una delle vittime che mori andando in guerra al fronte...Lui sembrava dubbioso sul fatto quando all'improvviso un ubriacone forse in vena di rissa si stava avvicinando alle sue spalle ma quando stava per prendere il senatore al collo l'individuo pallido prese il suo bastone e gli congelo le mani, dopo domando al senatore:Di cosa stavamo parlando?ah che maleducato che sono non mi sono nemmeno presentato sono lordice il mago
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MessaggioInviato: Sab Gen 10, 2004 6:10 pm    Oggetto:  
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RAZIDE


"Lordice, è così che ti chiami no? Non essere timido e bevi una birra anche tu, ti metterà un pò di colorito su quelle pallide guance..." Così interruppe la discussione il gioviale nano.

Il suo viso divenne però subito serio: "Si fa molto di che parlare del vostro gruppo e la vostra fama è alta, mi chiedevo se avevate bisogno di un uomo in più... non sono un mercenario ma un nano che vuole vendetta sui pelle verde che hanno massacrato la mia gente"...
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MessaggioInviato: Sab Gen 10, 2004 6:11 pm    Oggetto:  
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DEVILBIZ


All'improvviso un'uomo ferito entrò nella taverna. "Orchi! Sono arrivati gli orchi! Non riusciamo più a mantenerli! Aiutateci nobili avventurieri......" L'uomo precipitò a terra, le sue ferite erano mortali, ma con un'ultimo sforzo riusci' a tirar fuori una fiala con liquido rossastro dentro. Bevendola disse "Ultima pozione della cura che mi era rimasta...". Le ferite svanirono. Uomo si rialzò. Era spaventosamente alto ed indossava la corrazza ornata con due spade incrociate. Dietro le spalle si vedeva un'ascia bipenne alta almeno quanto una persona. "Devilbiz, il luogotenente della frontiera nord, chi va con me riceverà una grossa ricompensa, non abbiamo più tempo da perdere....."
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MessaggioInviato: Sab Gen 10, 2004 6:12 pm    Oggetto:  
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TOXIC


Ormai a notte inoltrata dall'altra parte della taverna stava seduto assorto in chissa quali pensieri un uomo la cui scura tunica copriva fedelmente il volto e corpo.Era li...solitario al suo tavolo, con qualche boccale di birra vuoto e uno appena colmato che teneva avidamente nella mano sinistra...non si faceva notare,non sembrava cercare rogne, stava li...nella penombra muto e cogitabondo. Probabilmente era considerato uno dei tanti ubriaconi o un semplice contadino, ma la sua presenza, per quanto innocua, non sembrava esser gradita da un gruppo di banditi che lo fissavano dal bancone del bar...si fecero avanti:erano 4 e di certo non volevano offrire altra birra all'oscuro viandante, si avvicinarono al suo tavolo e si disposero intorno ad esso;ma quella misteriosa figura rimase impassibile,non accenno' ad un movimento se non per sorseggiare la sua birra,continuava ad ignorarli fino a quando uno di loro sguaino' uno stiletto e disse:"questo e' il nostro tavolo sporco contadino!" ma quello che appariva al bandito come un contadino sembro' non preoccuparsi di quello a cui andava in contro. Quasi con aria di sfida fece cenno alla barista di portare un altro boccale pieno di birra.A quel punto il solito bandito fece roteare sull'anulare l'affilato pugnale e lo fermo' alla gola dell'uomo. Quest'ultimo molto lentamente scanso' il pugnale col dorso della mano e si alzo' in piedi.I banditi capirono solo adesso che non era uno sporco contadino, la statura...la corporatura...sembrava piu uno spadaccino che uno zappatore.
"Finalmente hai capito cosa e' meglio per te..." disse uno dei quattro interpretando male le intenzioni dell'uomo."Ti sbagli" sussurro' questo, e cosi dicendo infilo' lentamente una mano nella tunica tirando fuori una grande spada a 2 mani la cui scura lama luccicava d'azzuro al minimo riflesso.
"Forse e' meglio se vi cercate un'altro tavolo..." consiglio' l'uomo che si faceva sempre piu misterioso.I banditi testardi non erano abiutati alle sconfitte a quanto pare , e si avventarono contro il guerriero.La sua abilita' con la spada era notevole la maneggiava come se fosse stata parte del suo corpo, l'eleganza e l'equilibrio che dimostrava in combattimento, la compostezza con cui eseguiva le giravolte con la spada lascio' stupefatta la gente che da poco aveva notato quella lite e bastarono poche mosse per sbaragliare i contendenti.
Nel frattempo da un tavolo non troppo distante, un altro viandante dal volto coperto che aveva seguito la rissa fin dal principio, fece cenno all'uomo misterioso di avvicnarsi al tavolo.
"La tua maestria con la spada e' grande o misterioso guerriero.....perche' non ti unisci al nostro tavolo e non sveli la tua identita?"
"Io non porto il mantello rosso o saggio negromante"rispose rimettendo lo spadone nella tunica.
"A questo penseremo in futuro ser....?"
"ToXiC mio signore..."
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MessaggioInviato: Sab Gen 10, 2004 6:13 pm    Oggetto:  
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XANTES


La ringrazio ser nano per essere cosi gentile con me dissi ma non sono venuto qui per bere.Console Catacomb sono qui per implorla umilmente per diventare uno della vostra causa.Troppe persone stanno soffrendo a questo mondo e troppe guerre sono in atto io voglio unirmi ai vostri sperando che tutto questo male finisca quindi signori come garanzia di quel che dico è vero sarò al vostro servizio non mangero ne berrò fino a che non me lo direte voi insomma sono il vostro umile servo...



RAZIDE


Il nano non sapeva se essere offeso per il rifiuto alla sua birra o essere contento perchè il fato aveva messo sulla sua strada uomini così risoluti.
"Oh oh Lordice il tempo per bere si trova sempre ma non c'è problema la birra te la terrò al fresco per un'altra occasione"

Distolse così lo sguardo dall'uomo e fissando Catacomb estrasse la sua ascia ricca di rune che risplendevano come candele e disse: "La mia ascia e tua e ti seguirò se tu vorrai..." e sorseggiando un ultimo boccale... "... infondo avete bisogno di uno che sappia procurare della buona birra"
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DEDALUS

Era tanto che non veniva più qua. Ricordava, nei tempi passati, quando faceva la ronda in queste strade di sera cercando contrabbandieri, ladri ed assassini (strana gente quella). Ma non erano loro il problema: il problema era che quando smontava la mattina c'erano i bambini. Si bambini, orfani che riuscivano a stento a comprarsi il pane (ovviamente rubando e venendo sottopagati). Non gli era mai piaciuta quella storia del sottopagati e, per evitare ulteriori casini, aveva preferito non approfondire la questione: anche perchè il fatto che un miliziano si prendesse cura di una decina d'orfanelli aveva creato una serie di polemiche da cui lui, ovviamente, non si era tirato indietro. La mattina li teneva impegnati facendosi insegnare tutte le stradine e le scorciatoie della città. Facendosi insegnare come riconoscere uno scippatore e quando fermare la sua mano. Il pomeriggio invece li faceva lavorare presso alcuni artigiani locali, perchè apprendessero un lavoro che li aiutasse ad usicre dal cono d'indifferenza in cui erano stati confinati. Si 'sporcava' secondo alcuni: ma si sporcava volentieri, se questo serviva ad aiutare quei ragazzi. Aveva rischiato parecchie volte il riassegnamento ad altre basi, ma alla fine il era risucito a far accettare quei ragazzi dalla comunità: e se non fosse stato per Gutwalda...e quasi scoppiò a ridere ripensando alla nana.
Passando vicino ad una finestra guardo' il suo riflesso: il mantello era tagliato e rammendato (da lui) in diversi punti, come il suo borsello medico. L'armatura emanva un'aura di saggezza e di pace ma i graffi riportati nell'ultima battaglia era ben vistosi. Anche il martello a due mani che portava sulle spalle era in ottimo stato e non aveva nulla di strano, se non si considerava la fiamma arancio-oro che fuoriusciva da uno strano oggetto appoggiato su una delle due teste del martello. Guradando meglio il vetro poteva vedere anche il riflesso dei suoi occhi. Occhi che avevano visto crescere questa cittadina, avevano visto gli Orchi distruggere paesri, avevano visto il Flagello...Arthas...e tutto il resto...
I suoi pensieri furono interrotti dallo stano oggetto fiammeggiante che, d'un tratto, coimciò a saltellare sul martello. Il Paladino lo guardo' divertito e disse: "Anche tu hai fame eh?!? Andiamo."

Arrivò alla taverna di Gutwalda che, come al solito era indaffarata a servire i suoi comensali. Individuò subito il suo compagno di viaggio, verso il fondo della locanda, insieme ad alcuni vecchi amici ed a qualche faccia nuova. "La famiglia si allarga" pensò il paladino. Avvicinandosi al tavolo senti dire "... infondo avete bisogno di uno che sappia procurare della buona birra". Prontamente rispose "Personalmente preferisco l'Idromele, ma anche la birra può andare". Il gruppetto che si era formato attorno al tavolo si girò di scatto, non avendo percepito l'arrivo del Paladino: l'unico che rimase impassibile fu CaTaComB, il suo compagno di viaggio, che disse "Visto il tempo che ci hai messo, non erano Coboldi Deadalus". Dedalus di Kurast, uno degli ultimi Paladini rimasti in quel regno devastato, si permise un mezzoghigno prima di rispondere, immaginandosi la reazione di CaTaComB. Prima di bere un sorso di birra passatagli dal nano (di cui igorava ancora il nome) disse "Quattro furbolg medi". "Ancora?!?" sbottò immediatamente CaTaComB, con un'espressione tra il costernato e lo scocciato. "Sono dannatamente testardi quelle palle di pelo." "E' da Kalidar che ci tendono agguati" disse rivolto agli altri, curiosi di avere dettagli. Intanto Dedalus aveva finito la birra e frugava nel suo zaino dicendo "Ed io dovrei essere molto seccato, considerando che non seguono me!" e così dicendo lanciò un corpetto di cuoio a CaTaComB. Questi, un po' imbronciato, lo mise nel suo zaino.

"Ahhh, Kalidar. Quanto mi piacerebbe essere la, fra le protettive fronde degli alberi" esclamò Mysia accarezzando Gatsu (che, dopo aver adeguatamente abbassato la sua temperatra, si era ficcato fra le sue braccia non appena Dedalus si era avvicinato al tavolo). "Kalidar è ancora in buono stato..." disse CaTaComB "...ma le terre circostanti lasciano sperare ben poco di buono.". "Purtroppo è vero." continuò Dedalus, vedendo la sorpresa nei gentili occhi di Mysia. "Se il tuo popolo non si muoverà velocemente, si ritroverà nelle stesse condizioni della gente di Duskwood."

"DEDALUS, BRUTTO CATTIVO! Vieni nella mia taverna e non mi saluti nemmeno???" la vecchia Gutwalda si era infine accorta dell'arrivo del suo vecchio amico, e Dedalus fu ben felice di cambiare discorso e di ricordare i bei momenti passati in quella taverna con la vecchia cricca di spostati.
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CaTaComB



Il Necromante si sistemò quanto + comodamente, sulla sedia logora e scricchiolante per i troppi avventori sostenuti. Non era un tipo da bastoni magici, preferiva manipolare il mana con le sue agili mani per poi scagliarlo sottoforma di distruzione dove occorresse ma in quel caso la situazione era diversa, sapeva di trovarsi tra vecchi e nuovi compagni.
Scrutando i loro visi lesse la preoccupazione che aleggiava nei cuori, era un periodo difficile e le ultime voci parlavano della disfatta di Illidan e dal crescente pericolo proveniente da Northred.
Molte trasformazioni avevano avuto inizio, la sinistra presenza dei Blood Elves, il popolo dei Naga proveniente dal mare e non ultimo come importanza l'orda, sempre tenuta a bada dalle ultime fortificazioni umane, oramai traballanti e inadatte.
Troppi colpi erano stati arrecati all'Alleanza, troppe morti avevano colorato di un rosso profondo le terre di Azeroth.

Si schiarì la voce e cominciò a parlare:
- Sono di ritorno dalle terre dell'Orda.- Si fermò all'improvviso guardandosi intorno come in attesa di qualcosa che accadesse, un evento che cambiasse quell'irreale clima di festa che abbracciava la taverna. La mano che un istante prima teneva celata nell'altra manica della lunga veste rossa, cominciò a disegnare invisibili segni sul tavolo. Le unghie lunghe e nere, classiche dei necromanti, percorrevano mappe immaginarie, linee invisibili. Pian piano un disegno luminescente affiorò dall'ombrato legno del tavolo. Le piccole linee si mossero, seguendo i segni del proprio maestro e formarono una cartina vibrante e luminosa del pianeta.
Dopo una veloce pausa riprese a parlare: - Eserciti di nefande creature erigono fortificazioni e palizzate di confine, le fucine emettono sempre funo, a qualsiasi ora del giorno e della notte e quel che è + grave, ho visto legioni di Tauren spostarsi in marcia verso le terre degli Orchi. - E con l'unghia percorse le locazioni in esame - Il tempo è giunto, presto inizierà una nuova grande guerra e noi dovremo fare la nostra parte nel gioco degli eventi.-

Il silenzio pervase quell'angolo della taverna, una tensione palpabile pesava sui presenti consci del cambiamento, di ciò che avrebbero portato quelle parole, alle conseguenze che avrebbero segnato il futuro di ognuno dei presenti.
Il resto del mondo era li, intorno al manipolo abigliato di un rosso sgargiante. Echeggiavano risa ed urla divertite degli astanti, ma erano voci di gente ceca, gente che ancora non conosceva il pericolo in agguato.

La luce della lanterna dondolava pigramente sopra il tavolo del gruppo, rimandando riflessi aranciati sui volti dei compagni, e sulle linee regali dell'aquila d'oro che ognuno di loro portava come effige sul petto.
Dopo una lunga pausa il Necromante cominciò a chiedere informazioni ai Senatori, su ciò che avevano visto nei loro viaggi, quale fosse la situazione nelle terre di confine e all'interno delle zone + distanti.
Ognuno espose ciò che aveva trovato, chi come Sir Aigor, lisciandosi la lunga barba e socchiudendo in due fessure luminose gli occhi, chi come Shiver battendo la mano corazzata pesantemente sul tavolo e chi ancora come Dedalus accarezzando l'impugnatura del proprio martello a due mani. Mysia da canto suo era abbastanza pensosa, lo sguardo luminoso lasciava poco ad intendere sui sentimenti che provava in quel momento che essi fossero di odio o di tristezza verso gli eventi che ci avrebbero strappato alla nostra gente.
Tangarth ancora non era giunto ma si diceva che viaggiasse ramingo sulle tracce di un gruppo di Tauren, forse formato dalla scorta di un personaggio importante della tribù.
Poco + in là c'erano alcuni degli ultimi affiliati del C.L.A.N., un gruppo formato da un nano e alcuni umani, tutti tesi ad ascoltare i discorsi del Concilio.

Il Necromante ascoltando i discorsi, spesso guardava i visi degli astanti ma difficilmente era decifrabile su cosa si posasse effettivamente lo sguardo, uno sguardo penetrante, sottilmente bieco.
Afferrò con le mani ossute il boccale colmo di birra scura e cominciò ad assaporarne piccoli sorsi, poi disse:

- E' tempo di agire Senatori, so che altri fratelli di gilda si trovano qui a Stormwind. Dedalus? -

- Si - fece LorDedalus prontamente - Sono stanziati nel quartiere del porto, a pochi isolati da qui.. spero abbiano fatto pochi danni in città - fece divertito.
- Penso sia giunto il momento di riunirli - fece Sir Aigor con un sorriso beffardo.
- Ci penso io! - rispose Shiver posando pesantemente il boccale sul tavolo. - Ed io ti seguo - rispose Devil mentre affilava la lama della grossa ascia che portava in grembo.
Mysia dal canto suo era già da tempo ritta in piedi, agile come sempre, con i sensi sviluppatissimi che la distinguevano come esperta cacciatrice di orchi.

- Molto Bene - fece CaTaComB, alzandosi e riportando le mani nelle maniche decorate a filamenti d'oro.
- E' tempo di agire - e le sopracciglia si inarcarono in uno sguardo divertito e perverso, anzioso di manipolare ancora mille volte, quell'energia magica che lo pervadeva dalla nascita.
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MessaggioInviato: Sab Gen 10, 2004 6:18 pm    Oggetto:  
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DADESHOW


Intanto nella taverna sul lato opposto del locale era comodamente seduto un folto gruppo di persone che si stavano rinfocillando con le squisitezze portate dall'oste nana accompagnando il tutto con un ottima birra nanesca.

Tutte le persone che passavano accanto ai dodici mostravano un certo timore nel guardarli, infatti molti facevano percorsi alternativi per non passare vicino a quel tavolo.
I clienti della taverna mormoravano che gli 11 robusti stranieri e la splendida donna, che ne anche il mantello riusciva a celare gli splendidi lineamenti, da soli avessero sconfitto i due più terribili demoni.
Tra tutti, soltanto uno aveva il viso scoperto, in quanto tutti gli altri erano ricoperti totalmente dal mantello, su cui era ricamata una sigla ormai sbiadita dal tempo e lacera dalle notevoli battaglie ... AeK ecco quello che c'era scritto.

Dall'altra parte del locale ci furono degli schiamazzi che ricoprirono per un istante quelli di tutta la taverna, tutto ad un tratto una figura ammantata di una grigia palandrana si alzò e tutte le altre figure che fino a poco tempo fa erano sedute insieme a lui fecero lo stesso. Si vedevano chiaramente le vene delle tempie ed un ghigno perverso di quell'oscura figura chè alzandosi aveva riportato le mani tatuate da simboli runici nelle maniche decorate a filamenti d'oro.

Quel gruppo composto da razze diverse quali umani, nani ed elfi stava per uscire dal locale quando ad un tratto L'oscura figura si fermò di scatto e incrociò lo sguardo con uno straniero seduto dall'altra parte della taverna in compagnia di altri 11 elementi.
Lo straniero era un uomo alto e forte, il mantello lo ricopriva tutto, lasciando visibile soltanto la testa e a tratti si intravedeva la scintillante corazza di maglia argentea, che sembrava brillare di luce propria. Aveva lineamenti aspri forti e gradevoli, non fosse stata la cicatrice che partiva dalla punta esterna del sopraciglio destro attraversandogli la guancia fin sopra la bocca. Gli occhi sembrarono all'oscura figura curiosamente miti, di un color nocciola-verde presagio di una natura gentile sotto la dura scorza esteriore. I capelli castani erano tagliati corti, e circondavano disordinatamente l'ampia fronte e le orecchie piccole.

Rimasero a scrutarsi per qualche secondo e poi il gruppo riprese la sua marcia e usci dalla taverna.

Nella sua mente lo straniero valutava la possibilità di unirsi a quel gruppo di coraggiosi sotto lo stemma dell'aquila dorata su sfondo rosso oppure proseguire le loro avventure per conto proprio.

Alzò lo sguardo al cielo e pensò ... Cata forse un giorno ci rincontreremo!.
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MessaggioInviato: Sab Gen 10, 2004 6:20 pm    Oggetto:  
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DEDALUS


Uscendo dalla taverna si accorsero che il tempo era volato: Il sole ormai era completamente tramontato ed in cielo si potevano distinguere le prime stelle. Senza perdere tempo lo strano gruppo si diresse verso la zona del porto. Le strade erano quasi vuote, vista l'ora tarda, e si potevano sentire frammenti di vita quotidiana provenire dalle case che costeggiano la strada principale di Stormwind, quasi non ci fosse nessuna guerra, nessun pericolo a minacciare quel traballante e meraviglioso regno. La gente comune non sospettava a quale livello fosse giunto la guerra contro il Flagello che da solo teneva testa ad Alleanza, Orda e Naga-Blood Elfes. E questo bizzaro gruppo di persone, proveniente da luoghi diversi, appartenenti a Classi ed Allineamenti diversi si sarebbe impegnato affinchè la guerra fosse sentita sempre come una eco lontana.

E così i valorosi del C.L.A.N. giunsero nella zona portuale che, al contrario del resto della città, era ancora viva e molto animata. La cosa sarebbe normale considerando che li arrivava gente a tutte le ore e che venivano stipulati contratti commerciali, leciti od illeciti, che creavano un traffico di merci che non si fermava mai; ma nell'aria c'era qualcosa di strano. Le persone che si vedevano in giro avevano le facce tese e camminavano con passo spedito; Dedalus, che per anni aveva pattugliato queste zone, capì che c'era in corso un violento scontro e pregò il suo Dio che non ci fossero di mezzo i membri del Clan che stavano cercando. Passò alla testa del gruppo e, osservando le direzioni ed i comportamenti degli abitanti della zona, portò il resto del gruppo nella zona degli scontri che risultò essere la zona della banchina.

Lo spettacolo che si presentò loro era alquanto anomalo. In pratica c'erano due barricate approntate con materiali di fortuna (carri per la merce, grandi casse, botti ecc): la prima creata dalla milizia cittadina, era stata disposta in modo d'impedire agli aggressori di penetrare nella città e difronte ad essa erano stati posizionati alla rinfusa delle botti infilzate con delle spranghe di ferro. La seconda, creata dagli aggressori, era formata per lo più da grandi casse recuperate dalle navi mercantili ormeggiate. Le casse erano leggermente distanziate l'una dall'altra e dipsoste a semicerchio, di modo che gli arceri invasori avessero la massima comodità per puntare la milizia offendo il minimo bersaglio possibile. La milizia non se la stava passando bene: dovevano aver perso molti uomini perchè, quando CaTaComB offrì l'aiuto dei membri del Clan, questi accettò senza troppi complimenti. "Eh sì," stava dicendo il graduato "questi sono proprio tosti e finchè non mi manderanno dei sostanziosi rinforzi non potrò fare molto. Oh scusate, non mi sono presentato: sono Aarin Kisdan ed ero a capo della ronda circa mezz'ora fa, quando quei mostri ci hanno attaccato.". "Ma CHI sono?" esplose uno Shiver spazientito "E che diavolo stanno facendo?". "Calma ragazzo, calma. Quando ti avrò detto chi sono non avrai più tanta voglia di agitarti." rispose sibilino Aarin. "Siamo stati attaccati dai Naga.". La notizia lasciò di stucco un po' tutto il gruppo: i Naga, alleati coi Blood Elves, stavano attacando StormWind. Che speranze avevano di poter conquistare questa città una volta che l'esercito e la gilda dei maghi si fossero mobilitati per sbatterli fuori? "Da quel che sono riuscito a capire" continuò il graduato Kisdan "sono arrivati singolarmente fino alle banchine, senza l'ausilio di nessuna nave. Poi all'imbrunire sono usciti dall'acqua..." il suo racconto venne interroto da alcuni rumori provenienti dalla barricata opposta: dalle feritoie partirono all'unisono diverse folgori dirette verso la barricata delle milizia, venendo però ostacolate dalle sbarre metalliche ficcate nei barili posizionati davanti alla barricata, che fecero scaricare a terra buona parte delle folgori. Alcune però riuscirono a passare l'ingegnosa difesa, colpendo alcuni miliziani. Dedalus ed alcuni membri del Clan si presero immediatamente cura dei feriti mentre Kisdan riprese il suo racconto "Dicevo, sono usciti dall'acqua ed hanno cominciato a bersagliare qualsiasi persona presete sulla banchina con frecce e folgori e così, fino al nostro arrivo hanno potuto assemblare la loro barrica senza nessun disturbo." "Penso che vogliano creare una testa di ponte sulle banchine" disse poi, per spezzare quel silezio che si era formato"o almeno, questa è la cosa più logica che mi è venuta in mente.".
"Li avete visti bene? Siete davvero sicuri che siano Naga?" domandò Dedalus, che aveva appena finito di fasciare un ferito li vicino. "Sono sicurissimo, diavolo, li ho visti bene appena arrivato: coda di pesce e busto umano. Sono Naga. Li abbiamo osservati mentre erigevano la loro barricata, e quando siamo stati sicuri della loro identità li abbiamo attaccati. Da allora non li abbiamo più visti in faccia. Il resto lo vedete bene da voi". Dedalus si guradò intorno e, senza il minimo sforzo, vide quello che era successo prima del loro arrivo. Attraverso un buco nella barricata vide uno scenario raccapricciante: i corpi dei miliziani che avevano tentato l'assalto alla barricata nemica, uccisi pronatamente dai Naga. Gli avevano lasciato il tempo di fare pochi passi e poi li avevano freddati con una terribile efficacia. Particolare strano era la completa assenza di corpi di Naga uccisi: Dedalus cercò altri posti d'osservazione sicuri per avere un punto di vista differente, ma la situazione non cambiò. Trovò invece un'altra particolarità della barricata Naga: non aveva punti d'entrata o d'uscita! Questo significava che che i Naga per il momento volevano solo tenere la posizione ovvero, come immaginato dal graduato Kisdan, volevano creare una testa di ponte ed aspettavano l'arrivo di una nave Blood Elves per dare l'assalto alla zone portuale.
Tornò dal gruppo del Clan che, insieme ad Aarin, cercava una strategia d'attacco che non fosse una mischia di dimensioni colossali. "Penso di avere una buona idea, ma mi servono un punto d'osservazione elevato e molti warlock di cui una dozzina che siano in grado d'evocare degli Infernal". Gatsu, sentendosi chiamato in causa, fece un versetto interrogativo come a dire "Non ti basto io?". Dedalus, intuendo la domanda gli disse "Tu starai qua ed aiuterai il concilio a trovare gli altri membri del Clan". "Sempre che non siano già morti." disse cupo Shiver. "Non ti preoccupare, non ho visto mantelli rossi svolazzare qua davanti. E' possibile che per una volta mi abbiano dato retta e siano rimasti fuori dai guai." ironizò Dedalus. Kisdan s'intromise e disse "Per quel che riguarda le tue richieste, in teoria sono entrambe realizzabili: dal secondo e terzo piano dell'edificio alle nostre spalle ci sono delle terrazze da cui si ha un'ottima visuale sulla banchina, ma purtroppo anche i Naga hanno un'ottima visuale su di esse mentre per i Warlock...." Dedalus l'interrupe con un gesto della mano "Quelle terrazze saranno perfette, visto che i Naga non avranno molto tempo da perdere per guardarsi in giro. Per quanto rigurada i warlock, so bene che ce nè sempre un discreto numero che bazzica questa zona, e so anche che non collaborerebbero mai con i miliziani: ma quando gli spiegherete che ne va anche delle loro vite..." disse alzando la voce e rivolgendosi a tutti gli astanti "...vedrete che metteranno da parte l'orgoglio e ci aiuteranno. E se trovate delle difficoltà a convincere i Warlock in grado di evocare gl'Infernal ditemelo, che ci penso io a convincerli." Detto questo buona parte dei miliziani rimasti e dei membri del Clan si sparpagliarono per andare alla ricerca dei Warlock mentre Dedalus, Shiver e Devilz entrarono nell'edificio con le due terrazze per verificare che non ci fossero trappole od altro.

In un angolo scuro CaTaComB e Mysia, il primo appoggiato al muro la seconda accucciata a terra, osservano la scena: Mysia si girò verso CaTaComB e gli domandò "E tu? Non ti piacerebbe prendere parte alla fe sta?". "Se mi verrà chiesto, certamente. Ma questa volta non mi dispiacerebbe starmene in disparte a godermi lo spettacolo." "Hai qualche idea su che cosa abbia in mente Dedalus?" "Ho qualche sospetto, ma lo vedo molto preso..." Un ghingo malvagio attraversò il tetro volto di CaTaComB "...e credo che questi Naga invasori verranno letteralmente...come dice lui...ah...devastati.". Il ghigno sparì dal suo viso "Come ho già detto, mi piacerebbe molto godermi lo spettacolo, ma ci sono di mezzo anche dei membri del Clan che non si trovano ed io, che sono il fondatore del Clan, devo assolutamente trovarli. Se poi nella ricerca troviamo qualche Warlock, tanto meglio". Detto questo si staccò dal muro e si mosse verso le contorte stradine del porto, seguito dalla fedele Mysia.

Quaranta minuti dopo la situazione alle banchine non era cambiata: molti feriti tra i miliziani e qualche fugace apparizione dei Naga che si spostavano da una parte all'altra della barricata. Nel frattempo Dedalus, Shiver e Devilz avevano perlustrato l'edificio non trovando nulla di anormale ed avevano cominciato ad accogliere i primi Warlock arrivati. Questi, anche se un po' titubanti all'idea di lavorare fianco a fianco coi miliziani, avevano accettato lo stesso: chi per la fama che ne sarebbe derivata dal partecipare ad un'azione del genere, chi per la ricompensa di 700 pezzi d'oro promessa da Kisdan, chi perchè era semplicemente affezionato a quel pezzo di città e non gli andava giù che potesse essere conquistata da dei mezzi pesci. Fatto sta che erano riusciti a raggruppare 27 Warlock e di questi, 11 erano in grado di evocare Infernal; ora stavano attendendo all'interno dell'edificio che gli venisse speigato cosa dovevano fare. Proprio mentre Dedalus stava per entrare, arrivarono CaTaComB e Mysia: Dedalus fece marcia indietro e gli andò in contro. "Vi ringrazio per i tre Warlock che avete trovato. Qualcuno del Clan?" "Nessuno purtroppo." rispose Mysia "L'ostello dove avevano preso alloggio era pieno di ladri briganti ed assasini. E' possibile che se ne siano andati in cerca di qualcosa di più tranquillo. Spero". "Forse li troverà SirAigor." disse Dedalus "Lui e Gatsu sono andati verso un agglomerato di case a sud-ovest di qui, dove sembra che si siano auto organizzati per resistere all'invasione." "E' possibile che siano lì" senteziò CaTaComB. "Allora rangiungiamo SirAigor" disse Mysia "Io però ho bisogno di CaTaComB qua: pensi di farcela a ragglungerli da sola?" domandò Dedalus. Per tutta risposta ricevette un calcio negli stinchi "TI SEMBRO UNA BAMBINA INDIFESA E SPROVVEDUTA?" gridò Mysia fra la sorpresa ed il divertimento degli astanti. Dedalus stava per rispondere ma Mysia lo zittì puntandogli l'indice in faccia "ZITTO!" quindi girò su se stessa e si diresse a sud-ovest per raggiungere SirAigor e Gatsu. "E' parecchio giù! Hai capito cosa la preoccupa?" chiese Dedalus a CaTaComB. "Non ancora." rispose il necromante "Allora, che ti serve?" "Seguimi, ti spiegherò tutto insieme ai Warlock". Così dicendo i due membri del Clan si diressero nell'edificio. I Warlock stavano aspettando nella tromba delle scale tra il 2° ed il 3° piano, pronti ad entrare in azione. Senza troppe cerimonie Dedalus cominciò a spiegare la sua strategia "Ora io con l'aiuto del qui presente CaTaComB creerò un diversivo: il necromante evocherà un buon numero di scheletri dai corpi dei miliziani davanti alla barricata che daranno l'assalto alla barricata dei Naga e, se possibile, s'intruffoleranno nelle linee Naga creando scompiglio e distraendoli da voi. A questo punto gli 11 Warlock che ho assegnato al 3° piano evocheranno i loro Infernal in fila uno in parte all'altro, creando così un sorta di muro di fuoco che impedisca ai Naga di scappare in acqua o di ricevere rinforzi. Quindi i Warlock che ho assegnato al 2° piano evocaranno le creature che riterranno più adatte a fometare lo scompiglio nella barricata Naga, di modo da permettere alla Milizia di dare l'assalto finale a quei mezzi pesci. La luna quasi piena dovrebbe aiutarci durante le operazioni. Tutto chiaro?" Vedendo che tutti annuivano e che si dirigievano nelle stanze attigue alle terrazza, Dedalus e CaTaComB scesero al pian terenno. CaTaComB sorrideva perversamente all'idea d'evocare tutti quelgi scheletri: era parecchio che non ne evocava un numero così elevato! Doveva concentrarsi per impedire che gli scheletri attacchessero qualsiasi cosa volessero, amici o nemici che fossero. Ma i gesti di Dedalus lo preoccuparono: si stava preparando alla battaglia!
"Dove credi d'andare? Non hai visto che fine hanno fatto i miliziani qua fuori?" domandò CaTaComB. "Mi sottovaluti enormemente se pensi che io abbia le stesse risorse dei Miliziani. Sono un guerriero di Dio e questo mi da degli svantaggi, ma anche dei vantaggi" rispose Dedalus. E cominciò a pregare. E le preghiere presero forma dal nulla. La foma di lettere sconusciute, ma che CaTaComB sentiva pontenti, in grado di plasmare l'universo a loro piacimento. Pensado ad alta voce disse "Probabilmente è la scrittura serafinica, il linguaggio degli Angeli". Le lettere si raccolsero attorno a Dedalus e crearono tre cerchi di celestiale pontenza che pulsava, quasi fosse viva. Quindi il Paladino si diresse verso la barricata e, giratosi verso il Necromante disse "Evoca quanti più manichini puoi, io intanto vado a saggiare un paio di punti nella barricata Naga da cui potremmo entrare." e così dicendo attraversò un pertugio della baricata Miliziana. Si accorse di sentire la mancanza di Tahngart, un abile guerriero che lui considerava alla stregua di un fratello. Avevano combattuto innumerevoli battaglie spalla a spalla, avevano studiato le barbare abitudini degli orchi ed il nobile pensiero dei Tauren e perseguivano gli stessi ideali di bontà e giustizia. Adesso lui stava probabilmente seguendo una carovana di Tauren diretti non si sa dove che trasportavano chissà cosa e, nel profondo del suo animo, una parte del paladino Dedalus di Kurast vorrebe essere al suo fianco, a combattere l'orda con suo fratello. Accantonò questi pensieri ed usci dal pertugio. Non aveva fatto in tempo a raggiungere i corpi da cui sarebbero sorti gli scheletri, che si vide arrivare addosso 5 frecce. Infischiandosene corse in avanti e, miracolosamente, le frecce deviarono la loro traiettoria andando a colpire il terreno. Aveva quasi percorso metà del tragitto che lo divideva dalla barricata che una seconda e ben corposa salva di frecce e dardi partì in sua direzione. Neppure un Tauren sarebbe sopravvissuto dopo essere stato colpito da tutte quelle freccie, ma il problema per il Paladino non si pose neppure perchè nessuna di quelle frecce riuscì nemmeno a sfiorarlo. Era sotto la protezione dello Scudo Divino che gli conferiva l'invulnerabilità, ma solo per un limitato periodo di tempo. Un limitato periodo di tempo in cui Dedalus doveva raggiungere la barricata nemica, crearvi una breccia per gli scheltri e la milizia e creare abbastanza scompiglio per non far notare ai Naga i Warlock in azione.
Era a pochi passi dalla barricata quando cominciò a sentire alle sue spalle lo scricchiolio delle ossa degli schletri evocati che lo stavano raggiungendo: aumentò il ritmo della sua corsa verso uno dei due punti che si era prefissato di controllare. Era una cassa con un lungo squarcio in verticale da dove gli sembrava di aver visto partire delle frecce: ed infatti vide la punta di una freccia uscire dallo squarcio. Scattò verso quella cassa e con il possente martello a due mani distrusse la parete di legno e scagliò il Naga a diversi metri di distanza. Entrò nella cassa e passando dall'altra parte si vide venire in contro altri due Naga che non imbracciavano archi. "Castanti" pensò fra di se. Con la testa del martello vicino alla mano sinistra puntò il Naga alla sua destra, quindi si spostò sul lato destro del Naga che aveva puntato e piroettado su se stesso colpì col martello il volto dell'altro Naga; poi fece proseguire la rotazione del martello che andò a piantarsi nel torso del primo castante. Questi, ricevendo una spinta dal basso verso l'alto, sbattè violentemente la schiena contro lo spigolo di una cassa. Quando s'accasciò si poteva vedere che aveva la colonna vertebrale distrutta. "Hanno le ossa fragili." sentenziò Dedalus. Nel frattempo erano giunti altri Naga a fronteggiare l'intruso ma si trovarono aggrediti da una cinquantina di scheletri che stavano penetrando dal varco creato da Dedalus. Il Paladino, ricordandosi di aver notato un'altro punto in cui creare una breccia a circa 15 metri da li, si diresse verso quel punto spazzando via tutti i Naga che potè. Doveva muoversi nel creare breccie, perchè già vedeva le luci verdastre che preannunciavano l'arrivo degli Infernal ed a lui rimaneva un solo cerchio prima di tornare vulnerabile. Aprì la seconda breccia proprio quando il primo degli undici Infernal toccò terra: fu uno spettaccolo terrorizzante ed affascinante al tempo stesso che fermò tutti Naga e Scheletri compresi. Undici Infernal caddero dal cielo e, dal primo all'ultimo, la terra non smise mai di tremare; alla fine, sotto la luce della luna, si poteva vedere un muro di verdi fiamme da cui apparvero 11 Infernal. I Naga si riscossero in fretta e cominciarono a bersagliare gl'Infernal di frecce gelide ma, altre creature erano state evocate per prendere parte alla bagarre: Ragni giganti e Segugi infernali da supporto per gl'Infernal ma anche Cighiali ed uccelli di varie dimensioni che creavano tutta la confusione necessaria a far dimenticare ai Naga la Milizia di Stormwind.

E solo allora Dedalus s'accorse di essere stato ingannato. C'erano un gran numero di Naga indubbiamente, un numero sufficente per tenere in scacco la città, ma erano tutti Arceri o Maghi: nessun guerriero. Inoltre da quando era arrivato non aveva visto giungere dal mare un solo Naga in soccorso dei compagni, ne si vedevano navi in arrivo il che era molto strano. Se davvero questa bancina doveva diventare una testa di ponte come mai, dopo quasi due ore, non ne era giunta neanche una. "E' un diversivo Dedalus." disse la voce fredda e stentata di uno scheletro vicino a lui. Era CaTaComB che tramite le vuote orbite dei suoi scheletri aveva visto lo scenario ed era giunto alle stesse conclusioni del Paladino. "Hanno attirato l'attenzione qua al porto mentre in realtà stanno agendo in un'altra parte di Stormwind. Probabilmente stanno coprendo qualche azione dei Blood Elves". "Ma che staranno cercando qua a Stormwind?" si chiese il Paladino. "L'unico posto a cui potrebbero puntare è la Torre della Magia.". "E' possibile, ma le difese della torre sono troppo potenti anche per loro. Torna qui Dedalus, abbiamo bisogno di elaborare una strategia in base alle poche informazioni che abbiamo." e lo scheletro, libero dalla possessione del padrone tornò a lottare in mezzo alla mischia. Dedalus si staccò dalla cassa a cui si era appoggiato per riflettere dirigendosi verso la barricata della Milizia: vide i Miliziani correre a perdifiato verso le breccie da lui create per combattere i Naga e, davanti a loro Shiver e Devilz a condurre il gruppo. S'incrociarono a metà strada "Occhio ragazzi, oltre alle folgori utilizzano anche frecce congelanti e sono molto veloci a ricaricare. Ma se riuscite ad arrivare corpo a corpo li avete quasi vinti." Dedalus urlò questi consigli ai due membri del Clan mentre stavano per incrociarsi. Sorridendo, Shiver gli gridò di rimando "Quasi vinti? AH! La mia sola presenza li farà crollare dalla paura!". E Devilz aggiunse "E nel caso non basti la sua presenza, la mia ascia insegnerà loro un po' di umiltà!". Dopo esserseli lasciati alla spalle, on una faccia fin troppo seria Dedalus disse, tra se e se "Spero di potervi incontrare domani, perchè in questa notte d'inganni anche gente come noi potrebbe perdere la vita".

[RPG Off]
Ancora una piccola nota: da questo punto la storia principale può dividersi in tre tronconi: Mysia, SirAigor e Gatsu che vanno a cercare i membri disperdi del Clan a Sud Ovest della banchina; Shiver e Devilz che si buttano nella mischia per massacrare i Naga che "sembrerebbero" ormai in trappola ed infine CaTa ed io che cerchiamo di capire cosa stia realmente accadendo a Stormwind. Per evitare d'inventarsi mille trame differenti ci si potebbe mettere d'accordo tramite ICQ su come far evolvere il proprio pezzo di storia e, cmque, potete anche non inventarvi niente ed aggregarvi ad uno degli altri due gruppi (es. SirAigor Mysia e Gatsu non trovano nessuno del Clan e tornano al porto dove decidono d'aggrgarsi a Shiv e Devil nella lotta ai Naga). Sono inoltre consapevole di aver lasciato fuori parecchia gente, e per questo mi scuso, ma al momento la trama mi è venuta fuori così. Voi siete liberissimi di attaccarvi ad uno dei tre gruppi qua sopra e dire la vostra sul come far evolvere la storia.
Preciso infine che le mie sono solo opinioni su come si potrebbe organizzare la cosa, niente di più.
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